Stylish attitude: Annalù

Un pò in ritardo sul mese di Aprile (sorry, tempus fugit….), Stylish Attitude – la rubrica sulle icone di stile “a nostro insindacabile parere”- ospita Annalù (Annaluigia Boeretto, 1976), giovane artista italiana presente per ben due volte alla Biennale di Venezia (2001 e 2011). Dal 1994 Annalù espone in numerose Mostre Personali e Collettive in Italia e all’estero, presso Gallerie d’arte e Musei prestigiosi (qualche esempio: GAM Bologna, Moya Vienna, SDAI San Diego, Rocca Paolina Perugia, Palazzo Ca’ Capello Venezia, Palazzo Ducale di Pavullo Modena, Fondazione Benetton Treviso, Museo Archeologico di Vasto Chieti, Chiesa di San Francesco Como, Chiesa di San Salvador Venezia, Rocca dei Rettori Benevento).
Artista, performer, designer,  ha vinto molti Premi e Menzioni e le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’Estero.

Dunque una carriera già solida e luminosa.

Il mio incontro con lei nasce da un colpo di fulmine: all’inaugurazione della galleria Restarte di Bologna mi sono imbattuta nelle sue opere e me ne sono lasciata sedurre. Farfalle, alberi, acqua, movimento, leggerezza, fluidità, metamorfosi, piedi che volano: questo e molto altro ancora orbita nel mondo di Annalù. E con l’innamoramento verso il suo lavoro è nata la curiosità di indagare sul rapporto che lega un’artista come lei alla moda ed allo stile, per poi scoprire che l’artista ama “sconfinare” nella moda e nel design con la creazione di borse, abiti, gioielli e sculture da indossare fino ad arrivare ai mobili.
Insomma la nostra icona di stile perfetta; ecco cosa ci ha raccontato.

Annalù come definiresti il tuo rapporto con la moda: la segui, la inventi, la snobbi o cos’altro? Prova a tratteggiare il tuo mood verso il mondo fashion, raccontandoci un pò quali sono i tuoi dress code per il working time, i tuoi stilisti preferiti, insomma il tuo personale senso dello stile…
Devo premettere che lavoro quasi ogni giorno e la mia tenuta da studio e’ composta da un paio di pantaloni grigi di una tuta “storica”, sporchi di colore ed in parte irrigiditi dalla vetroresina, che continuamente lavo e indosso nuovamente, e da t-shirt altrettanto datate, che alterno a seconda delle stagioni. Ai piedi scarpe da ginnastica, mentre gli accessori sono: una sciarpetta al collo per proteggermi dalle correnti d’aria (che peraltro provoco io stessa in studio per creare particolari effetti alle mie opere), la mia insostituibile maschera antigas con filtri e carboni attivi e dei guanti in lattice. Questa quindi e’ la mia “divisa”, la tenuta per eccellenza che mi fa sentire comoda e a mio agio quando lavoro. In realta’ e’ come una “seconda pelle”: sono abiti che fanno parte della storia piu’ intima di Annalu’ e cioe’ quella legata alla “creazione”… ed e’ forse per questo che ci sono cosi’ affezionata.
In tenuta da studio vado in giro dai rivenditori e dai miei collaboratori artigiani, così quando poi sono vestita “da donna” suscito subito lo stupore di chi mi incontra!
Adoro Custo, Costume Nacional e Patrizia Pepe, senza nulla togliere ai mostri sacri della Moda tra i quali ricordo per eleganza e creativita’ Valentino e Karl Lagerfeld.
” La mia moda” è spesso legata al mood  degli eventi ai quali partecipo: una  vernice, un evento artistico o un brunch, quando riesco a trovarne il tempo. La moda per me non e’ mai vincolo o necessita’, piuttosto un gioco, un divertissement : se inauguro una exhibition sul tema dell’acqua, voila’, son vestita d’azzurro, se il tema e’ diverso mi lascio ispirare dalle mie sensazioni, tutto sempre casuale e frutto di quell’istante, senza troppe elucubrazioni di stile..
E’ per questo che non c’è mai qualcosa di cui non possa fare a meno o che debba avere necessariamente sempre con me! L’icona nel vestiario perde completamente significato: sono sempre il mio umore ed il mio stato d’animo che mi guidano…
Poi ho i miei periodi: a dispetto della passione per il nero, posso avere una settimana intera di “colore” dove ogni vestito appartenente al genere diventa espressione del mio status quo!

Viaggerai spesso per lavoro; qual è la città che senti più vicina al tuo stile o che più ti ha influenzato?
E poi la domanda successiva:
Qual è Il lusso che ti vorresti concedere, una IT-bag, un gioiello oppure?
Mi piace rispondere a due domande contemporaneamente: il mio sogno e’ un loft a NYC con un’ampia cabina armadio invasa da scarpe e gioielli,  Renè Caovilla e Bulgari su tutti; va bene come binomio tra citta’ ideale e oggetti di lusso???

Anche tu, come la maggior parte delle donne, sei una shoes-addicted  (un indizio già lo abbiamo….)?
Per le scarpe ho proprio un debole; la vera curiosita’ e’ che è un “vizio” che ho imparato da mio marito il quale, in tempi non sospetti e prima del boom di “Sex and the City”, già seguiva stilisti come Manolo Blahnik, Marc Jacobs o Renè Caovilla!
Lui adora la foto di Christian Louboutin ritratto mentre tiene sospesa nell’aria tra le mani una scarpa di sua creazione; da qui la mia passione riflessa!

Com’è nata l’idea di creare una capsule collection ispirata dalle ed alle tue opere? Raccontaci un po’ della tua esperienza di stilista insieme a Lavinia Turra.
L’idea iniziale e’ stata di Lavinia. L’ho incontrata ad una mia mostra e subito c’e’ stato un grande feeling tra di noi. Dopo pochi mesi mi ha chiamata per dirmi che i mondi ai quali pensava mentre progettava la sua collezione Primavera Estate 2012 erano sempre piu’ vicini a quelli che aveva visto nella mia Personale; cosi’ è nata l’idea di una collaborazione.
Il nostro rapporto lavorativo e’ dunque cominciato da emozioni comuni e sensibilita’ condivise…, poi è venuto tutto il resto.
Lavinia ha progettato la sua collezione inserendo nei tessuti diverse stampe di particolari di mie opere ed ha fatto un lavoro straordinario di sintesi e contaminazione; il passo successivo ed entusiasmante e’ stata la realizzazione a quattro mani dei capi in serie limitata, nei quali sono intervenuta direttamente modellando il tessuto come “scultura elastica”.
Ogni capo e’ un mondo, un’opera a sé, un  “hand-made” nel quale ho inserito tutto il mio pensiero e le mie simbologie. E’ stato un lavoro molto intenso che ha impegnato quasi un anno di tempo, decisamente un’esperienza straordinaria.

Le farfalle sono un tema ricorrente nelle tue opere; e nel tuo armadio?
Le farfalle sono entrate nel mio armadio grazie alla collaborazione con Lavinia Turra: la loro magia e’ letteralmente esplosa grazie al nostro prezioso incontro!

Nella mia testa, quando si parla di stile l’artista è monocromatico+essenziale+minimalista; tu con quali aggettivi ti descriveresti?
Non mi piacciono le definizioni rigide come non mi piace restringere la moda ad un solo stile -lo avrai intuito- dunque minimalista ed essenziale ma attratta dal colore come da una vertigine!

L’essenza dello stile per te è:……….
L’essenza dello stile??? Coco Chanel, “la moda passa,lo stile resta!”

E su questo non possiamo che essere d’accordo.. Grazie Annalù!

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