Stylish attitude: Francesca Faruolo

Potrei ricostruire tutta la mia vita associandone le tappe fondamentali ai profumi: la mia infanzia
accompagnata dalle scie di Magie Noire di Lancòme di mia madre, il liceo con Paris di YSL della
mia professoressa di scienze, l’università con il mio Marte di Battistoni (da uomo… so cool…),
ed ancora un profumo per ogni amore della mia vita, uno per il mio matrimonio, un altro per la
nascita di mia figlia e così via.
Decisamente l’olfatto è il mio senso preferito, le profumerie antri magici nei quali
creare “magherie”, i profumi accessori indispensabili di ogni outfit.
Ecco perché sono particolarmente felice di ospitare nella “Stylish Attitude” di questo mese
Francesca Faruolo, “direttora” artistica di Smell – Festival Internazionale dell’Olfatto, una
manifestazione “a narici aperte” che propone affascinanti connubi tra essenze ed arte, essenze e
storia, essenze e vita.
Francesca è una di quelle donne che non passa mai inosservata: saranno gli occhi intensi, sarà
quell’aria un po’ misteriosa da femme fatale ma anche un po’ ironica da chi la sa lunga sulla vita
e sul mondo; o sarà che possiede quella rara capacità di mescolare tessuti, colori e stili diversi,
creando un nuovo, proprio, personalissimo linguaggio di moda. Insomma proprio l’ospite giusta
per noi.
Ciao Francesca, di solito introduciamo le interviste con qualche cenno biografico delle nostre ospiti. Questa volta
però vorrei che fossi direttamente tu a raccontarci com’è nata la tua passione per le essenze e poi
come ti è venuta l’idea di Smell.
Potrei parlare a lungo della genesi del Festival e dello “smell-pensiero”, ma proverò a semplificare
dicendo che un bel giorno ho intuito che il profumo, oltre che un bene di consumo come per lo più
viene considerato, può essere anche uno straordinario veicolo di conoscenza. Chi si avvicina per
la prima volta all’universo degli odori, scopre subito quanta ricchezza di riferimenti la prospettiva
olfattiva offre, tra viaggi, materie prime, botanica, chimica, arte, moda, costume, scienza, bellezza…
Il linguaggio del profumo è oggi più vivo che mai e molte persone, specialmente grazie alla Rete,
stanno contribuendo ad ampliare le riflessioni e la conoscenze relative a questo straordinario
mezzo di espressione creativa. A un certo punto della mia vita ho capito che potevo contribuire
a portare a galla questo mondo, farlo conoscere a un pubblico più ampio, creare un contesto
di incontro per appassionati e, soprattutto, usare la chiave olfattiva per condurre una rassegna
culturale. Mi sono occupata per anni di eventi per l’Università di Bologna, mi è quindi venuto
piuttosto spontaneo adottare un simile approccio, ma al tempo stesso mi allettava l’idea di un
contesto in cui si conosce e si impara anche attraverso la via sensoriale, fisica ed emozionale.
Ciò che distingue un sognatore dilettante da un professionista è la decisione di sposare un’idea,
dandole concretezza, facendosi carico di rischi, responsabilità e lavoro (tanto!). In qualità di
sognatrice del secondo tipo, da più di tre anni vivo, respiro, imparo, cresco, mi arrabbio e gioisco
insieme a questa multiforme creatura e alle persone che più strettamente collaborano all’impresa.
Ogni anno invitiamo creatori di fragranze, diamo spazio ad argomenti storici per seguire
l’evoluzione del profumo nel tempo, ci interroghiamo sulle fragranze del domani, diamo spazio alla
creatività attraverso i workshop che progettiamo appositamente per il Festival.
Tenendo le fila di tutto, edizione dopo edizione, cerco sempre di non perdere di vista la dimensione
poetica ed evocativa che è all’origine della mia passione per il profumo e, credo, anche un elemento
molto distintivo di Smell Festival.
L’odore che proprio non sopporti:
Non mi piacciono gli odori inerti, che rimangono uguali a sé stessi, persistenti e martellanti.
Un’essenza deve vivere ed evolversi nel tempo, oggi invece molte molecole sono concepite per
resistere a tutto, lavaggi ad alte temperature compresi. Bisogna però dire che nella composizione di
una fragranza anche la molecola più invadente può dare un importante contributo. In profumeria,
ciò che rende interessante un odore è l’effetto che crea in certi dosaggi, entrando in risonanza con
altri elementi. Il profumo è una via di conoscenza proprio perché ci insegna a non respingere nulla
a priori e ad armonizzare elementi diversi, talvolta dissonanti. In questo senso, il paragone che
spesso viene fatto tra profumo e musica è molto appropriato e non a caso Smell Festival ha come
sede principale proprio il Museo della Musica di Bologna.
Il profumo che continui a comprare:
In questo settore sono un’infedele. L’unica fragranza che ho comprato diverse volte è Calèche di Hermès un pezzo storico creato da Guy Robert il grande profumiere da poco scomparso che,
proprio giocando sulla sottile linea di separazione tra “odori buoni” e “odori cattivi”, lo definiva «il
profumo della donna che si trascura». Naturalmente è un profumo elegantissimo, dotato di una
grazia nobile e un po’ indolente.
Quello che non compreresti mai:
Compro solo ciò di cui mi innamoro perdutamente.
Francesca facciamo un gioco: io ti descrivo una situazione e tu mi dici quale profumo indosseresti.
Giornata uggiosa, umore grigio, look total black:
La mia pantera nera dal collare di diamanti: Absolue pour le soir di Francis Kurkdjian.
“Tacco 12 party” con le amiche:
Sfoggio qualcosa di inedito come .mito. l’ultima fragranza di Vero Kern che sarà in vendita da
settembre.
Doccia, capelli appena lavati, pigiama di seta:
Niente profumo, il letto è già un universo olfattivo parallelo…
Fuga romantica a Venezia..:
Più che il Ponte dei Sospiri e il tramonto in gondola, ho in mente il giardino di ispirazione
nipponica progettato da Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia. Se fossi sorpresa da un
colpo di fulmine in quel luogo, probabilmente indosserei una fragranza astratta e trasparente come
una poesia scritta sull’acqua: Iris Ukiyoé di Jean Claude Ellena per Hermèssence.
Un capolavoro della profumeria “artistica”:
Tutta la linea “Editions de Parfums” di Frédéric Malle è un capolavoro che merita di entrare per
intero nella collezione di un appassionato. Alla base c’è una grande idea: quella di dare piena
espressione al talento creativo di alcuni tra i più grandi compositori di profumo viventi, invitandoli
a raccontare una storia olfattiva. Frédéric Malle è una sorta di Gaston Gallimard della profumeria:
ogni fragranza della sua collezione è come un nuovo libro che porta la firma dell’autore. Tra le mie
preferite, l’intramontabile Carnal Flower creata da Dominique Ropion nel 2005 e riconosciuto
come una delle migliori tuberose oggi in produzione. E Noir Epices di Michel Roudnitska che è
stato anche ospite d’onore di Smell Festival 2012.
Il prossimo classico:
Faccio mia la definizione di Italo Calvino: è un classico ciò che diventa una sorta di “equivalente
dell’universo”, assumendo la stessa valenza che un tempo avevano i talismani. Penso perciò ai
profumi di Mona di Orio, una creatrice di fragranze francese che ho avuto il grande privilegio di
conoscere e intervistare più di una volta. Il profumo era per lei un percorso di ricerca creativa
fondato sulla profonda conoscenza delle materie prime, e sulla capacità di sentirne l’anima. Mona
era davvero molto vicina all’idea di “classe” e di “classico”, un principio che riesce a elevare le
persone, ispirarle e condurle dal particolare all’universale dove “tutto si tiene” secondo un sottile
principio di armonia. La sua ultima collezione si intitola proprio Le nombres d’or e si ispira
alla “sezione aurea”, la proporzione che in natura, come nell’arte, crea un rapporto armonico tra le
cose. Consiglio senz’altro di sentire il suo preziosissimo Oud (2011).
L’ospite impossibile che ti piacerebbe avere a Smell:
Cleopatra, Oscar Wilde, Jacques Guerlain, tanto per cominciare.
Hai mai pensato di creare tu un profumo? Quali potrebbero essere le note olfattive?
Per diversi anni mi sono identificata in Rete con il logo del mio blog (nasopercaso.it) che
rappresenta una giovane donna intenta ad annusare un grande fiore di garofano. Mi piacerebbe
creare il profumo di quel fiore, anzi, il profumo di quell’immagine con note vaporose e speziate.
Nel tuo bagno quanti profumi ci sono? Li alterni in base a..?
I profumi non li tengo in bagno, ma in libreria. Ho moltissimi sample che utilizzo per cercare di
conoscere ciò che offre il mercato, visto che parte del mio lavoro consiste nel creare percorsi e
storie che hanno per protagonisti gli odori, le fragranze e chi le crea.
A volte uso alcuni profumi come poesie olfattive: non li indosso ma li spruzzo in un ambiente o
una stoffa per rivivere un’emozione. Alcune fragranze fanno da sfondo a precise occasioni, come
l’Heure Bleue di Guerlain. Questo profumo accompagna i momenti più importanti legati alle
attività del Festival, visto che la nostra associazione si chiama proprio Orablu.
Molto spesso indosso le fragranze che sto studiando: è importante vedere come si evolvono, che
tenuta hanno, se e come si espandono intorno a me. A volte affianco a una di queste fragranze altri
profumi che già conosco per poter sentire similitudini e differenze, così il mio corpo e i miei abiti
diventano una specie di patchwork olfattivo. Mi capita di andarmene in giro da sola per la città
con tutto questo materiale da analizzare, e magari in tasca qualche mouillette presa in profumeria.
Ogni tanto annuso un polso o un avambraccio o il foulard… devo sembrare un po’ svitata, ma in
realtà sto lavorando.
Chiudiamo con un ultimo gioco: se questo blog fosse un profumo, sarebbe…?
Ci ho pensato a lungo, ho pensato anche di rinunciare a questa risposta perché sono convinta che,
proprio come capita agli umani, il tuo blog abbia numerosi profumi, non uno soltanto. Poi mi sono
convinta che era possibile operare una sintesi: sublimare, sublimare per arrivare alla quintessenza.
Sono quindi partita con una decina di fragranze e le ho escluse una dopo l’altra, arrivando infine a
individuare quella che davvero centra in pieno la personalità del tuo blog. Era ormai notte fonda e,
tutta soddisfatta, ho deciso di dormirci sopra. Quando mi sono svegliata purtroppo ogni ricordo dei
miei ragionamenti era svanito… del tutto evaporato! Facciamo così, alla prima occasione andiamo
insieme in profumeria a cercare la fragranza di We Think Style Remains, o per lo meno quella che
gli si addice quel giorno. Che ne dici? E se non troviamo niente che ti piace, la possiamo creare. In
autunno ripartono i corsi di profumeria di Atelier Smell Festival!

Per contatti e collaborazioni con Francesca Faruolo: www.smellfestival.it; www.nasopercaso.it;

Grazie Francesca 🙂 Au Revoir.

Annunci

2 Comments

  1. Ma la Faruolo è sempre la Faruolo non c’è che dire… e Smell festival è uno degli eventi più interessanti della scena culturale bolognese.

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...