FUMNE: Limited Edition MEDITAZIONE

progetto-fumne-casa-di-pinocchio-torinoNon so esattamente quando sia iniziata la mia mania per i rosari; ricordo che quando ero piccola mia nonna mi mostrava i suoi e mi raccontava da dove venivano ed io rimanevo incantata a guardare quelle piccole palline colorate, spesso trasparenti, dal significato mistico così consolatorio… A quel tempo non lo capivo appieno, ma in qualche modo quel significato era dentro di me. Tutto è partito da lì, è sicuro. Ed è diventata collezione ai limiti dell’ossessione; i miei rosari sono ovunque: nelle borse, in macchina, a circondarmi il collo nelle giornate particolarmente difficili. Una sorta di scudo magico di protezione. L’unione irriverente di sacro e profano.

Ecco perchè quando ho letto di Fumne e della sua limited edition MEDITAZIONE è subito scattata la curiosità e la ricerca della storia.

Fumne è un brand etico e sociale lanciato nel 2010 da lacasadipinocchio, un’Associazione Culturale che opera all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. Decisamente un nuovo approccio al mondo della moda!

Ce ne parla Monica Cristina Gallo, presidente dell’Associazione.

– Monica partiamo proprio dal brand che avete scelto: cosa significa Fumne e come è nata l’idea del progetto?

Fumne in dialetto piemontese significa Donne.
L’idea è nata nel 2008 dal mio desiderio di lavorare a contatto delle donne detenute; insieme alla mia collega Sara Battaglino abbiamo fondato lacasadipinocchio che ad oggi gestisce tre progetti:

Fumne brand, il nostro brand etico e sociale che ha debuttato nel Dicembre 2010. Le nostre collezioni sono distribuite in tanti prestigiosi punti vendita in Italia ed all’estero. La mission è quella di contribuire ad una visione diversa della produzione all’interno del sistema moda. Infatti la confezione degli accessori è affidata alle abili mani di donne detenute, con lo scopo  di promuovere un lavoro dignitoso capace di alleviare lo stato di disagio nel quale vivono queste donne e di ridare loro fiducia e speranza nel futuro. Ogni capo è unico perché reso prezioso  da lavorazioni tessili artigianali ed ogni accessorio trasferisce a chi lo acquista un messaggio che parla di diritti umani,  giustizia, condivisione,  legalità, ed ecologia.

 Fumnelab invece ha come obiettivo di aprire le porte del carcere di Torino, accogliendo donne libere che con due giornate di lavoro al mese imparano tecniche manuali a loro sconosciute e trascorrono una giornata con le donne detenute che diventano le loro docenti. Un modo per avviare il processo di riconciliazione delle detenute con la società civile. Il progetto  è  unico in Italia e il suo obiettivo principale è creare  un effettivo anello di congiunzione fra donne libere e donne recluse.

 Fumneindependent è l’ultimo nato dei nostri progetti. Una delle difficoltà più grandi per le detenute è affrontare il momento della scarcerazione e del reinserimento nella società civile e nel mondo del lavoro. In un periodo che offre scarse opportunità d’impiego, la soluzione è inventarsi un lavoro. Occorre ritagliarsi uno spazio tra i mestieri tradizionali che si vanno perdendo e la richiesta del mercato di figure professionali in linea con l’accresciuta sensibilità commerciale, estetica, culinaria, di servizio e di tempo.
E’ questa la filosofia che guida il progetto: fornire gli strumenti e le risorse necessarie affinché le donne detenute entrino nel mondo del lavoro quando tornano in libertà, incentivando in particolare il lavoro autonomo e la valorizzazione di passioni e competenze personali.

– Tutti progetti importanti ed interessanti. Ma torniamo alla moda, la nostra ossessione.. Ci racconti delle collezioni? Come nascono le idee dei prodotti che realizzate?

Le collezioni Fumne nascono dalla sinergia di tutte noi. E’ uno scambio reciproco. Donne appartenenti a mondi opposti si trovano unite dal fil rouge della creatività. Creano, si confrontano, mescolano umori e stili. Nel nostro laboratorio l’attitudine delle detenute a rompere le regole viene canalizzata nell’artigianato e finalizzata nella creazione di nuovi accessori.

Il meccanismo di gestione è semplice. Le detenute escono da uno stato di ozio e inattività all’interno della cella  e in gruppo iniziano a fare, a creare, a inventare, ad assemblare. Così si sentono utili e sono indirizzate ad usare saggiamente la loro immaginazione, e giorno dopo giorno acquisiscono fiducia in se stesse e in ciò che fanno. Quando scoprono la propria creatività non hanno più bisogno di essere spinte a lavorare. Di solito, anzi, tendono a lavorare troppo e a essere perfezioniste, quasi al di là di ogni ragionevolezza. Apprezzano il fatto di avere rispetto, reputazione e l’opportunità di appartenere a un’organizzazione che a sua volta ha una reputazione eccellente; questo conta per loro molto più del puro incentivo economico. Non devono sentirsi costrette entro schemi di pensiero e procedure troppo rigide, ma hanno bisogno che siano chiari gli obiettivi e gli standard di qualità. Acquisiscono spesso un’alta sensibilità sociale e si possono sentire gratificate dal fatto di sapere che il loro lavoro e la loro dedizione possono in qualche modo, e qualsiasi sia il campo di applicazione, contribuire a cambiare il mondo migliorandolo. Perché ciò accada è necessario, soprattutto nella fase di ingresso, privilegiare un rapporto diretto con ogni donna, che viene considerata una persona che merita prima di ogni altra cosa di essere valorizzata, apprezzata e ascoltata.

Ed i materiali che usate da dove arrivano? Ho letto di foulard vintage che diventano deliziose pochettes super chic..

Privilegiamo l’uso di materiali di recupero, e le nostre collezioni hanno sempre un storia di tessuti, ricami, pellami che hanno già vissuto o che acquistiamo con lievi difetti di fabbrica così da contenere i costi.

– Chi sono le detenute che partecipano al progetto? Ci racconti qualche storia?

Le detenute sono donne con una storia personale ovviamente molto diversa da noi donne della cosiddetta “società civile”. Provengono da differenti nazionalità. La selezione viene fatta dall’area trattamentale della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno e solitamente il periodo di permanenza all’interno del laboratorio non è lunghissimo, in modo da garantire un adeguato turn-over ed aiutare un numero superiore di donne.
Le storie delle donne recluse o le ragioni per le quali stanno scontando una pena è un argomento che personalmente mi interessa poco. Credo che il carcere sia un’istituzione ormai non più adeguata e che non porta alcun cambiamento nell’animo delle donne che lo abitano. Lasciano fuori gli affetti, perdono il lavoro, la reperibilità  ma soprattutto i figli e questo rappresenta per loro un motivo di grande tristezza. Io credo che almeno per le donne si debba lavorare di piu’ per attivare la giustizia riparativa del danno, allontanandosi dallo schema della carcerazione. Fumne è la via che ci siamo inventate per provare a seguire questa strada.

– Ora parliamo di Meditazione, la mia collezione preferita.

Creare rosari avvicina al silenzio e alla riflessione, ed è utile per esorcizzare l’interminabile tempo della pena. I monili dal forte potere evocativo, tutti realizzati a mano, nascono da materiali recuperati negli anni:  vecchie collane ricevute in dono, piccole sculture, frammenti di vecchi bijoux scartati e parti di catenine di metallo. Ogni rosario è un pezzo unico ed esclusivo, con un’anima ed un colore che solo la lavorazione manuale è in grado di trasmettere a chi li indossa. Il Rosario cosi concepito diventa un gioiello artistico contemporaneo che stupisce per la delicatezza  contrapposta alla stravaganza, frutto dell’energia creativa femminile, della ricerca cromatica e dell’abilità. Non mancano le influenze dei paesi di origine delle donne detenute: la vivacità dei colori della Nigeria, la classicità della Romania , la sperimentazione artistica del Marocco e dall’Italia la sobrietà del colore. Le differenti etnie delle donne che prendono parte al laboratorio con le loro differenti culture ha sempre rappresentato per la nostra associazione un punto di forza e non di separazione. In particolare questo progetto le vede confrontarsi sulla loro condizione di vita reclusa, aggiungendo un valore meditativo e di riflessione. Ecco da dove nascono i nostri rosari.

Grazie Monica per questo racconto; negli ultimi tempi abbiamo sentito storie orribili di sfruttamento della manodopera e di maltrattamenti agli animali proprio legate al mondo della moda. Brand come Fumne danno un senso diverso al nostro shopping e ci ricordano chi siamo e come possiamo SEMPRE fare la differenza anche quando regaliamo o ci regaliamo qualcosa….

Le collezioni Fumne sono disponibili on line sul sito BURU-BURU, a Torino da Marte, in via delle Orfane 24D, oppure nei seguenti stores:

http://www.lacasadipinocchio.net/it/punti-venita

Per acquistare la collezione Meditazione si può anche inviare una mail a:

info@lacasadipinocchio.net

Grazie Fumne e may the style be with yoouuu!

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...